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Il n'y a en art, ni passé, ni futur. L'art qui n'est pas dans le présent ne sera jamais.

  Pablo Picasso
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                             De l'Italie : Andrea Bettin et M.A vas exposer TANGO et TOROS




    Tango a Buenos Aires chez Nuvolari de Andrea Bettin

Philippe Cesaretti

PHILIPPE CESARETTI

« En utilisant deux techniques, la peinture et la gravure dans l’élaboration et la construction de son œuvre, Philippe Césaretti joue sur le mouvement et la tension, afin d’en extraire son univers poétique. Césaretti déroule comme un fil d’Ariane, une trace en trait, en faisant apparaître des routes, des chemins qui s’exaltent dans les aventures d’un monde imaginaire. Ce sont des labyrinthes qui mènent vers des ailleurs et s’égarent en fonction du rythme et des passages de couleurs. C’est un monde giratoire, vibratoire, en mouvement qui hésite entre vide et plein. Césaretti fonctionne dans son art à un rythme d’enfer. Il délimite son territoire par des champs colorés qui traversent des espaces inconnus. La spontanéité du geste ajoute au mystère, un vagabondage, mouvant, incontrôlé pour notre regard. Qu’il incise, laboure, racle en virevoltant sur le cuivre, le zinc, le linoléum et le plexiglas, son geste est libre et fonctionne uniquement à partir des pulsions de son cœur comme un sismographe ».

Frédéric Altmann Directeur du Musée International d’Art Contemporain de Carros

« Philippe Césaretti est un artiste complet : peintre, sculpteur (ferronnier d’art, il a choisi l’industrie pour apprendre les formes et développer son goût pour l’art), graveur (sa rencontre avec Riccardo Licata lui a permis de perfectionner ses connaissances dans la gravure). Guidée par ses propres impulsions, son œuvre est rythmée, totalement spontanée et pourtant le geste est précis, la composition solide et on sent une attention graphique directement contemporaine issue d’une grande connivence avec les influences de sa génération. Gravures et sculptures témoignent d’une quête passionnée de retrouver les lieux, des empreintes, des signes, fragments de l’écriture de la vie, témoin d’une pensée intuitive où se présume l’art... ».

Carole Chabrier


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   Pas encore confirmé

L'Orientalisme,le periode Africain de M.A collection privée objet de donation a l'Etat Française,les oeuvre de 1988 à 1996


L'Orientalisme di Michel Abbatangelo

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                               (De la Belgique) Sonia Richelma d'Elia                  


Sonia Richelma d'Elia

        Exposition AOUT/SEPTEMBRE 2008    

"piuttosto che professsore il critico deve esserel'allievo dell'opera"

  " Plutôt que le maître d'école, le critique doit être l'élève de l'oeuvre."
                                                                                            [Eugène Ionesco]

...è una ragazza nata in Belgio e di origini Italiane,l'avevo incontrata qualche anno prima e a distanza di anni mi rintraccia in internet e mi spedisce un mare di quadri estremamente interessanti,frutto di una sensibilità vicino, prossima a Basquiat,il disperato metrolitano di New York e deceduto abbastanza di recente;sono le sue opere delle annotazioni "iconiche" di identità femminili tipiche delle nostre metropoli europee.Sà cogliere con tratto deciso ,sintetico e netto quel "che" che identifica l'oggetto dell'attenzione al di là della mera rappresentazione realistica,fotografica e caricaturale .Molto piu che semplici  ritratti,essi staccano dall'individualità che li ha stimolati per     vivere di vita propria...Un po come diceva Picasso : "vedrete che finirà per assomigliargli ! " Intendendo un divenire  del soggetto da lui anticipato nell'opera d'arte(...) Tra un destino crudelmente accertato e una profezia inderogabile.Una visione cruda,critica,analitica del personaggio, è potente introspezione,penetrazione .Un segno scabroso,di marca "Realista "scandisce un che di tragico con una essenzialità nuda,ridotta all'osso con nessuna concessione alla poesia,al lirico,alla coloristica pure se il colore "urla"....e dell'artista,dell'autore la sola traccia che lo svela è una amarezza addolorata come se intuisse il divenire delle sue modelle(...)Il suo sguardo estrae al di là di ogni infingimento seduttivo praticato dalla modella : candore,rabbia,risentimento,ingenuità,innocenza,arroganza e durezza ,in breve note accuminate come la lama di un pugnale, la sintesi di una personalià con tutto il suo carico di  scabrose contradizioni.La sua rappresentazione di questo "Occidente mentale" denuncia con crudezza in termini nuovi l'alienazione della condizione femminile contemporanea,la  sua tensione drammatica,il suo "vuoto" il suo pallore attraverso certi toni grigi colorati presenti nella sua opera...denunciano il dramma della solitudine che si fà angoscia e tale precipita nelle sue tele senza nessuna concezione nel segno ad un sensualismo decadente.Forse inconsciamente Sofia (è uno pseudonimo almeno sino a che non mi autorizza a replicare nel sito una delle sue opere) ha optato per la scelta della coloristica all'acrilico per la sua cruda  sterile freddezza (invece del calore e della luce della pittura ad olio) per aderire ancor piu (...)se è possibile allo sguardo obiettivo ,curioso,di una sensibilità che vuole classificare le tipologie umane con lo spirito del collezionista.   Infine l'attenzione portata al dramma interiore dei suoi soggetti...che poiche l'artista senza "saperlo" talvolta se non sempre(...)parla,narra,annota di se stesso, possiamo legittimamente desumere che Sofia identifica piu o meno inconsciamente nelle sue modelle parti di se(...)Aderendo pienamente  ad una constatazione:piu si entra in relazione con la propria profondità  piu si diviene universali! Ho accostato "icona" di Sofia alla Mona Lisa del Nord Europa di Vermeer o "la ragazza dall'orecchino di perla" da cui è stato tratto un film celebre(...)perchè lo scorcio in cui è ripreso il soggetto è straordinariamente significativo,il soggetto sembra intereagire con lo spettatore,una metafora straordinaria sull'arte che lascio a voi amici interpretare,contemplare,riflettere con vero ed autentico spirito filosofico.   Michel Abbatangelo (frammento critico per Sofia)

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